55 Festival 2026

Concerto d’organo

SABATO 9 MAGGIO
TRENTO, Chiesa di S. Maria Maggiore, ore 18.00
SAMSTAG, 9 MAI
TRIENT, Kirche S. Maria Maggiore, 18.00 Uhr

all’organo:

Marco Bianchi, Lorenzo Crotti
Gabriele Foresti, Andrea Lupo Pasini
Carlo Malighetti, Antonio Savoldelli

PROGRAMMA

CHARLES ARNOULD TOURNEMIRE
(1870–1939)
In Ascensione Domini
dal Ciclo di Pasqua de
«L’Orgue Mystique» op. 56

OLIVIER MESSIAEN (1908–1992)
L’Ascension
1. Majesté du Christ demandant
sa gloire à son Père
2. Alléluias sereins d’une âme
qui désire le ciel
3. Alléluia sur la trompette,
Alléluia sur la cymbale
4. Prière du Christ montant
vers son Père

In collaborazione con | In Zusammenarbeit mit


Locandina
Pieghevole

Note al programma

Il concerto si apre con Charles Arnould Tournemire e il suo In Ascensione Domini dal Ciclo di Pasqua de «L’Orgue Mystique» op. 56, un brano che avvolge l’ascoltatore in una luce sonora sospesa, quasi palpabile. Le armonie si intrecciano con naturalezza, ascendendo come una corrente lenta che solleva lo spirito. Ogni registro è calibrato con cura, creando un effetto di respiro amplificato:  l’organo non accompagna semplicemente la melodia, ma ne fa vibrare l’intera atmosfera, trasformando il suono in esperienza meditativa. La sospensione tra un accordo e l’altro genera un senso di attesa e di raccoglimento, come se la musica stessa stesse salendo verso il cielo. L’attenzione si sposta poi su Olivier Messiaen e la sua monumentale L’Ascension, articolata in quattro momenti,  ciascuno con una fisionomia sonora propria. Nel primo movimento, “Majesté du Christ demandant sa gloire à son Père”, la musica si eleva con solennità: le linee melodiche ascendono con ampiezza e chiarezza, evocando la maestà del divino. Nel secondo, “Alléluias sereins d’une âme qui désire le ciel”, il tono cambia: le note si librano leggere e trasparenti, come raggi di luce filtrati attraverso un vetro colorato, e il silenzio tra un gesto e l’altro aumenta la percezione di pace interiore. Il terzo movimento, “Alléluia sur la trompette, Alléluia sur la cymbale”, illumina lo spazio con un vigore gioioso: le registrazioni soliste risaltano sul tappeto armonico dell’organo, creando scintille sonore che attraversano l’aria con leggerezza e brillantezza, mentre il ritmo interno mantiene una tensione delicata. L’ultimo, “Prière du Christ montant vers son Père”, chiude con un respiro profondo e sospeso: il fraseggio lento e ponderato, le armonie che si intrecciano in delicate dissonanze, conducono l’ascoltatore verso un senso di raccoglimento e meraviglia, come un invito a guardare oltre il visibile.
In questa successione di brani, Tournemire e Messiaen parlano lingue diverse ma convergono in una comune esplorazione del silenzio e della luce. La musica non si limita a muoversi nello spazio  sonoro, ma lo modella: i toni caldi e profondi si alternano a linee trasparenti, il ritmo si fa lento e meditativo o brillante e sospeso, e ogni accordo diventa un gesto di devozione e presenza. L’organo diventa voce e corpo insieme, strumento di contemplazione e di gioia, e il tempo musicale si dilata, lasciando all’ascoltatore la possibilità di respirare con la musica, di percepirne le vibrazioni interiori e la capacità di elevare lo spirito. Il programma invita così a un ascolto totale: non un viaggio o un itinerario, ma una sequenza di momenti in cui luce, armonia e respiro si fondono, creando uno spazio sacro di ascolto attento e meditativo, dove ogni nota,  ogni intervallo, diventa occasione di stupore e raccoglimento, e la musica si offre come esperienza viva, sospesa tra la materia e il cielo.
Alessandro Arnoldo

Il Politecnico delle arti – Conservatorio “Gaetano Donizetti” di Bergamo è un’istituzione d’eccellenza radicata in una città dalla tradizione organistica ed organaria secolare. Fondato nel 1806 come “Lezioni caritatevoli di musica” da Giovanni Simone Mayr, l’istituto ha segnato la storia della didattica musicale. Mayr, mentore di Donizetti, impresse un’impronta internazionale che ancora oggi definisce l’identità della scuola bergamasca. Il legame tra Bergamo e l’organo raggiunse il suo apice nell’Ottocento con Vincenzo Petrali. Il “principe degli organisti” rivoluzionò la tecnica organistica, fondendo lo stile sacro con quello operistico-orchestrale, rendendo Bergamo un centro d’avanguardia per lo strumento. Oggi, la Classe di Organo prosegue questa gloriosa eredità ponendosi come un laboratorio attivo di ricerca e creatività. Da anni, la classe si distingue per la promozione di progetti innovativi volti a esplorare la prassi esecutiva in tutte le sue sfaccettature: dallo studio filologico dei trattati antichi fino alle sperimentazioni contemporanee. Questi percorsi offrono agli studenti una formazione dinamica, che include masterclass, seminari e concerti offerti alla cittadinanza. Dal 2015, la cattedra è affidata al M° Simone Vebber, sotto  la cui guida la classe continua a coniugare la tradizione con una visione moderna e concertistica, preparando i giovani professionisti alle sfide del panorama musicale contemporaneo. Fra i percorsi di approfondimento della classe d’organo del Conservatorio “Gaetano Donizetti” di Bergamo, spicca un progetto dedicato al tema dell’Ascensione, indagato attraverso le visioni di Charles Tournemire e Olivier Messiaen. Se Tournemire esplora le potenzialità della monodia gregoriana all’interno di una complessa trama polifonica, Messiaen costituisce un unicum del repertorio organistico, grazie a un linguaggio innovativo, capace di trasformare il suono in pura contemplazione. Il programma mette a confronto due pietre miliari del repertorio per organo: l’ufficio n. 24 dell’Orgue Mystique di Tournemire (1927-1932) e L’Ascension di Messiaen.  Quest’ultima, nata per orchestra, trovò nel 1934 una nuova veste organistica che ne sancì l’autonomia formale. Il progetto ne sviscera la genesi, evidenziando come Messiaen abbia operato una vera riscrittura idiomatica, sostituendo il terzo movimento orchestrale con lo sfolgorante “Transports de joie”, brano che esalta la maestosità dello strumento. La particolarità di questo studio risiede nella sua natura corale: ogni movimento o quadro delle due opere sarà affidato a uno studente diverso.