Omaggio al poeta Don Mario Bebber | Hommage an den Dichter Don Mario Bebber
Note al programma
Personaggio straordinario. Fantasioso, un linguaggio che fioriva di metafore e battute scorticanti, un fortissimo senso della libertà di coscienza e una grande comprensione per la diversità: concepiva il camminare insieme a chi era di altra fede, o non ne aveva. Un disturbatore che toglieva i veli dell’opportunismo e dell’ipocrisia e, dunque, una vita non facile. Nato e vissuto a Levico Terme, in provincia di Trento, insegnante all’Istituto per geometri “A. Tambosi” di Trento, assistente spirituale del movimento studentesco, fu poeta, anzi, come diceva lui stesso, il poeta degli uomini “malriusciti”. Era convinto che, al di là di tutti gli steccati, sul terreno della libertà, della giustizia, solidarietà, compassione, ci si potesse ritrovare e operare uniti, nel comune destino di fragilità, precarietà e mistero che è la condizione esistenziale dell’uomo. Questo spettacolo, intreccio di lettura di poesie e testi in prosa tratti dalle opere dell’autore con musica originale, eseguita al clavicembalo e violoncello, nasce come omaggio a don Mario Bebber, colui che si definiva “spinoso capraio profeta”, uno dei grandi poeti religiosi del Novecento italiano.
Chiara Turrini
L’opera è costruita su cinque temi (a, b, c, d, e) che percorrono l’intera composizione attraverso ogni intervento musicale in un ordine sempre diverso. Sarebbe fuori luogo parlare di serialismo o di variazione: si tratta piuttosto di un gioco di continua espansione e rielaborazione del materiale tematico, in cui ogni sezione rivela qualcosa di nuovo.
La struttura procede per serie. La prima introduce i temi uno alla volta: il violoncello solo apre con a; il secondo intervento lo riprende in forma variata, aggiunge il clavicembalo e lascia affiorare b in una breve coda; il terzo presenta b e c insieme. Così di seguito, fino alla fine della prima serie. I cinque temi ritornano poi altre quattro volte (ogni volta in un ordine diverso, ogni volta con un numero crescente di temi per sezione) finché l’ultimo brano, e solo l’ultimo, li raccoglie tutti e cinque. Di seguito una piccola guida ai temi:
a – Il più cromatico, spesso affidato al violoncello. Si articola come una serie di domande e risposte, in un dialogo sempre aperto e mai interamente risolto.
b – Minimalista, quasi ossessivo. Il clavicembalo lo scandisce in una cellula di tre battute che ritorna con piccole, inesorabili variazioni.
c – Un inciso di nove note: prima salgono per grado, poi ridiscendono quasi a disegnare un ghirigoro intorno a una nota. Spesso al violoncello.
d – Da un incipit giambico e si apre in una serie di note tenute e terzine.
e – Il più cantabile. Lega tra loro elementi ritmici distinti attraverso scale ascendenti e discendenti. Dal punto di vista armonico, lo stile è pandiatonico, salvo in un paio di brani, spesso basati sul tema a, decisamente più cromatici. Ci sono registri molto diversi, a volte agli antipodi: dalla musica da chiesa alla Salonmusik, seguendo le esigenze del testo di Bebber. L’obiettivo era rendergli onore e restituire, attraverso un linguaggio senza parole, la complessità di una figura che a chi non lo conosce potrebbe sembrare un religioso monotematico e prevedibile che invece cela un mondo di sfumature inesauribili.
Antonio Maria Fracchetti
Chiara Turrini nata a Trento, laureata in Psicologia e già docente di Scienze umane, è voce narrante in recital, progetti culturali, trasmissioni radiofoniche e televisive presso la Rai di Trento, collaborazioni con direttori d’orchestra, cori, musicisti e attori. Tra le altre partecipazioni, è stata voce recitante nell’evento di apertura del MUSE (luglio 2013) e lettrice al Trentino Book Festival di Caldonazzo.
È autrice e voce recitante di progetti musical-letterari inseriti in rassegne quali Trento Film Festival, Festival Lago Maggiore LetterAltura, Festival Mistero dei Monti, Festival Buzzati(Belluno), Incontri d’Estate (Pozza di Fassa), Festival di Musica Sacra (Trento-Bolzano-Firenze), Oltre le Vette (Belluno), Sentinelle di Pietra(Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento).
Ha frequentato corsi di teatro, dizione e doppiaggio a Trento e a Milano ed è attrice in videoclip, spot, film e serie TV.
Beatrice Scartezzini, di Trento, laureata in Lettere, ora dottoranda presso l’Università di Trento. Attrice in spot pubblicitari e film (L. Cavani, M. Spano, L. Lamartire, etc.).
Presentatrice di eventi culturali. Voce recitante in spettacoli letterario-musicali, presenti in rassegne quali: Festival Mistero dei Monti (Madonna di Campiglio), Incontri d’Estate (Pozza di Fassa), Oltre le Vette (Belluno), La Grande Musica a Maso Spilzi (Folgaria), Sentinelle di Pietra (Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento). Ha frequentato corsi di dizione, recitazione e cinema.
Çağla Kurt nata in Turchia nel 1999, ha iniziato la sua carriera musicale all’età di 9 anni suonando il violino, per poi, ad 11 anni, iniziare lo studio del violoncello all’Università di Kocaeli dove Preso il diploma di scuola superiore presso lo stesso conservatorio, ha iniziato nel 2017 il percorso universitario di violoncello presso il Conservatorio Statale dell’Università dell’Anatolia sotto la guida del Prof. Emel Önen. Nel 2021 si è trasferita al Conservatorio F.A. Bonporti di Trento, dove attualmente è iscritta al biennio di musica d’insieme. Contemporaneamente, insegna violoncello alla Scuola di Musica ‘’C. Eccher’’ delle Valli di Non e di Sole. Durante la sua carriera musicale ha avuto modo di suonare in diversi Paesi come Italia, Turchia, Romania ed Estonia, collaborando con molte orchestre di rilievo sotto la direzione di importanti direttori.
Annely Zeni compiuti gli studi classici, si è diplomata in pianoforte a Trento e in clavicembalo a Brescia. Ha svolto attività concertistica come clavicembalista dell’Ensemble A. D. Philidor. Svolge attività di pubblicista e saggista per quotidiani e riviste musicali a carattere locale e nazionale. Ha svolto attività didattica per le Scuole Musicali Trentine. Ha ideato e sperimentato in questi ultimi anni il “progetto Apollo” destinato agli studenti delle scuole superiori. È direttore artistico del Festival Regionale di Musica Sacra. È Accademica degli Agiati di Rovereto.
Antonio Maria Fracchetti è pianista, compositore e docente di pianoforte.
Nasce a Trento nel 1991, ma ancora in tenera età segue la famiglia in Germania dove inizia precocemente lo studio dell’organo e del pianoforte sotto la guida del maestro Thomas Schild. Rientra in Trentino nel 2001 e prosegue lo studio del pianoforte e si laurea al Conservatorio Bonporti in pianoforte. Ha studiato composizione presso il conservatorio “F. A. Bonporti” di Trento con Nicola Straffelini e Cosimo Colazzo, a Roma presso l’accademia “Saint Louis” con Gianluca Podio, dove ha conseguito con successo un master di primo livello in Film Scoring. Attualmente lavora come compositore freelance per produzioni concertistiche, teatrali, cinematografiche e videoludiche.

