Ghirlanda spirituale
| SABATO 16 MAGGIO BOLZANO Chiesa dell’Ordine Teutonico, ore 18.00 |
SAMSTAG, 16. MAI BOZEN Deutschhauskirche, 18.00 Uhr |
| DOMENICA 17 MAGGIO TRENTO Chiesa del Suffragio, ore 18.00 Uhr |
SONNTAG, 17. MAI TRIENT Chiesa del Suffragio, 18.00 Uhr |
| DOMENICA 14 GIUGNO PORDENONE Duomo, ore 20.45 Uhr |
SONNTAG, 14. JUNI PORDENONE Duomo, 20.45 Uhr |
| Soprano | Sopran, Elena Di Marino Arpa doppia a tre ordini | Barocke Doppelharfe, Marina Bonetti Ghirlanda spirituale
Johann Jakob Froberger (1616–1667) Bartolomeo Barbarino, detto Il Pesarino (c. 1568 – c. 1617) Anonimo Alessandro Grandi (1586–1630) Anonimo Francesco Lambardo (c. 1587–1642) Claudio Monteverdi (1567–1643) GIOVANNI GIROLAMO Kapsberger (1580–1651) Orazio Michi dell’Arpa (1594–1641) Luigi Rossi (1598–1653) Tarquinio Merula (1595–1665) |
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| Note al programma
Nel primo Seicento italiano, parola e suono si incontrano in una forma capace di toccare profondamente la dimensione interiore. La musica di questo periodo si muove con naturalezza tra raccoglimento e intensità, tra meditazione e partecipazione interiore. Il titolo “Ghirlanda spirituale” richiama l’idea di una raccolta di brani diversi, come fiori intrecciati in una stessa corona: ogni pezzo conserva la propria identità, ma tutti partecipano a un unico percorso, fatto di contrasti, affetti e risonanze interiori. Il programma attraversa diverse forme vocali del primo Seicento mettendo in luce la varietà dei linguaggi e dei modi di esprimere il testo. Alcuni brani si ispirano al “Cantico dei Cantici”, fonte privilegiata della cultura musicale seicentesca: testi come Audi, amica mea di Bartolomeo Barbarino e O quam tu pulchra es di Alessandro Grandi trasformano il linguaggio amoroso in un’espressione di devozione, in un equilibrio sottile tra sensualità e tensione spirituale. Accanto a questi, trovano spazio anche forme più semplici legate alla pratica oratoriana, come O forza divina dell’oratione, costruita sull’aria detta Bella Pedrina, esempio di adattamento di un modello musicale conosciuto al testo. Il percorso si apre con il Lamento di Johann Jakob Froberger, una delle pagine più intense del Seicento europeo, e si sviluppa attraverso una successione di forme e caratteri diversi, accomunati dalla centralità dell’espressione. Le pagine strumentali si inseriscono in questo tessuto come momenti di articolazione e di approfondimento: dalla Ricercata anonima del manoscritto di Castell’Arquato, esempio di scrittura contrappuntistica su modello imitativo, alla libertà e al colore delle intavolature di Johann Hieronymus Kapsberger e della toccata di Francesco Lambardo, fino alla Passacaglia di Luigi Rossi, unica testimonianza strumentale a lui attribuita giunta fino a noi, trasmessa nel manoscritto Bauyn. Al centro si colloca Dicano i monti di Orazio Michi dell’Arpa, una cantata spirituale in cui il rapporto tra parola e musica si fa particolarmente diretto e articolato e non mancano pagine di destinazione liturgica, come il mottetto Iubilet tota civitas di Claudio Monteverdi, che amplia ulteriormente l’orizzonte del percorso. In questo contesto, l’arpa si inserisce come uno degli strumenti privilegiati dell’epoca per l’accompagnamento del canto, capace di sostenerlo con equilibrio e trasparenza, ma anche di dialogare con esso con grande flessibilità. Lo strumento utilizzato è l’arpa cosiddetta “doppia”, già nel Seicento indicata come arpa a tre ordini o a tre registri: uno strumento oggi raramente ascoltato, ma allora particolarmente ricercato per la ricchezza del suo suono e per le sue possibilità espressive. Il percorso si conclude con la Canzonetta sopra alla nanna di Tarquinio Merula, una pagina di grande intensità, in cui la dolcezza della ninna nanna si intreccia ad una meditazione profonda sul dolore e sul destino umano. Questa “ghirlanda” musicale invita a un ascolto raccolto, in cui la varietà delle forme e dei linguaggi si ricompone in un’esperienza unitaria.
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Programmeinführung
Im italienischen frühen 17. Jahrhundert begegnen sich Wort und Klang in einer Form, die die innere Dimension des Menschen tief zu berühren vermag. Die Musik dieser Zeit bewegt sich mit Natürlichkeit zwischen Sammlung und Intensität, zwischen Meditation und innerer Anteilnahme. Der Titel “Ghirlanda spirituale” ruft die Vorstellung einer Sammlung unterschiedlicher Stücke hervor, wie Blumen, die zu einem einzigen Kranz geflochten sind: Jedes Stück bewahrt seine eigene Identität, doch alle nehmen an einem gemeinsamen Weg teil, der von Kontrasten, Affekten und inneren Resonanzen geprägt ist. Das Programm durchmisst verschiedene vokale Formen des frühen 17. Jahrhunderts und stellt die Vielfalt der Ausdrucksweisen und der musikalischen Sprachen in den Vordergrund. Einige Stücke beziehen ihre Inspiration aus dem Hohelied, einer bevorzugten Quelle der musikalischen Kultur des Seicento: Texte wie Audi, amica mea von Bartolomeo Barbarino und O quam tu pulchra es von Alessandro Grandi verwandeln die Sprache der Liebe in einen Ausdruck der Andacht, in einem feinen Gleichgewicht zwischen Sinnlichkeit und geistiger Spannung. Daneben finden auch einfachere Formen Raum, die mit der Praxis des Oratoriums verbunden sind, wie O forza divina dell’oratione, das auf der Aria Bella Pedrina basiert und ein Beispiel für die Anpassung eines bekannten musikalischen Modells an einen neuen Text darstellt. Der Weg eröffnet sich mit dem Lamento von Johann Jakob Froberger, einer der eindringlichsten Seiten des europäischen 17. Jahrhunderts, und entfaltet sich in einer Folge unterschiedlicher Formen und Charaktere, die durch die zentrale Rolle des Ausdrucks miteinander verbunden sind. Die instrumentalen Stücke fügen sich in dieses Gefüge als Momente der Gliederung und Vertiefung ein: von der anonymen Ricercata aus dem Manuskript von Castell’Arquato, einem Beispiel kontrapunktischer Schreibweise nach imitatorischem Modell, bis hin zur Freiheit und Farbigkeit der Intavolaturen von Johann Hieronymus Kapsberger und der Toccata von Francesco Lambardo, sowie der Passacaglia von Luigi Rossi, dem einzigen uns überlieferten Instrumentalstück aus seiner Feder, das im Bauyn-Manuskript überliefert ist. Im Zentrum steht Dicano i monti von Orazio Michi dell’Arpa, eine geistliche Kantate, in der das Verhältnis zwischen Wort und Musik besonders direkt und vielschichtig gestaltet ist; auch Werke liturgischer Bestimmung fehlen nicht, wie die Motette Iubilet tota civitas von Claudio Monteverdi, die den Horizont des Programms weiter erweitert. In diesem Kontext erscheint die Harfe als eines der bevorzugten Instrumente der Epoche zur Begleitung des Gesangs: Sie vermag ihn mit Ausgewogenheit und Transparenz zu tragen, zugleich aber mit großer Flexibilität mit ihm zu dialogisieren. Das verwendete Instrument ist die sogenannte „doppelte“ Harfe, die bereits im 17. Jahrhundert als Harfe mit drei Chören oder drei Registern bezeichnet wurde: ein Instrument, das heute nur selten zu hören ist, damals jedoch wegen seines klanglichen Reichtums und seiner Ausdrucksmöglichkeiten besonders geschätzt wurde. Den Abschluss bildet die Canzonetta sopra alla nanna von Tarquinio Merula, eine Seite von großer Intensität, in der sich die Sanftheit des Wiegenlieds mit einer tiefen Meditation über Schmerz und menschliches Schicksal verbindet. Diese musikalische „Ghirlanda“ lädt zu einem konzentrierten Hören ein, in dem sich die Vielfalt der Formen und Sprachen zu einer einheitlichen Erfahrung zusammenfügt. |
| ELENA DI MARINO
Elena Di Marino ha conseguito il Diploma accademico di secondo livello in Canto con il massimo dei voti presso il Conservatorio “F.A. Bonporti” di Trento sotto la guida di Daniela Longhi e il Diploma accademico di secondo livello in Canto rinascimentale e barocco sotto la guida Monica Piccinini presso il Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo con il massimo dei voti e la lode. Attualmente si sta specializzando presso la Musik und Kunst Privatuniversität di Vienna con Roberta Invernizzi, Alexandra Reinprecht e Birgid Steinberger. Ha frequentato masterclass con Ian Bostridge, Gemma Bertagnolli, Marina De Liso e Lia Serafini. Svolge attività concertistica nell’ambito di festival e istituzioni musicali di rilievo, in Italia e all’estero, tra cui Festival Resonanzen al Wiener Konzerthaus di Vienna, Musikverein di Vienna, Füssener Festtage der Alten Musik, Stiftsmusik Stuttgart e Innsbrucker Hofmusik. Tra le esecuzioni più significative come solista figurano mottetti di A. Vivaldi e V. B. Faitelli (Musik Meran), Requiem in do minore di M. Haydn (Musik & Kirche Brixen), Requiem in re minore K.626 di W.A. Mozart, Vespro della Beata Vergine di C. Monteverdi (Festival di Musica Sacra di Trento e Bolzano), Exsultate, jubilate di W.A. Mozart, Pulcinella di I. Stravinsky, il ruolo del primo elfo nel Sogno di una notte di mezza estate di F. Mendelssohn (Festival SetteNovecento). Nel 2022 ha presentato, in duo con il pianista Corrado Ruzza, una selezione di liriche da camera di Vincenzo Gianferrari in prima esecuzione moderna per la Società Filarmonica di Trento, nell’ambito di un’attività di ricerca da lei condotta sul repertorio. Nel 2023 è stata nel cast dell’opera Peter Pan – The Dark Side di Wolfgang Mitterer della Fondazione Haydn Stiftung di Trento e Bolzano in coproduzione con il Tiroler Landestheater di Innsbruck. È risultata vincitrice del secondo premio nella categoria Canto lirico al 12° Concorso Internazionale “Giovani Musicisti – Città di Treviso” (2020) e del terzo premio al Concorso Internazionale “Elsa Respighi – Liriche da camera Ottonovecento italiano” (Verona, 2022). Accanto all’attività solistica, collabora con cori e ensemble professionali quali La florida Capella, Ensemble der Innsbrucker Hofmusik, Ensemble vocale Continuum, Ensemble Vago Concento, Venice Monteverdi Academy, Cappella Claudiana. Ha lavorato sotto la direzione di Marco Alibrando, Filippo Maria Bressan, Sol Chin, Lorenzo Donati, Luigi Marzola, Marco Ozbič, Carlo Pavese, Trevor Pinnock, Timothy Redmond, Clau Scherrer, Beomseok Yi, Roberto Zarpellon. È stata inoltre membro del Coro Giovanile Italiano. Laureata con lode in Musicologia presso la Libera Università di Bolzano e l’Università degli Studi di Trento, affianca all’attività concertistica un interesse costante per la ricerca musicologica.
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Elena Di Marino erhielt ihr Masterdiplom im Fach Gesang mit Auszeichnung am Konservatorium „F.A. Bonporti“ in Trient bei Daniela Longhi. Anschließend spezialisierte sie sich im Renaissance- und Barockrepertoire bei Monica Piccinini am Konservatorium „F. Venezze“ in Rovigo. Sie besuchte Meisterkurse bei Roberta Invernizzi, Gemma Bertagnolli, Marina De Liso und Lia Serafini. Sie ist als Konzertsängerin im Rahmen bedeutender Festivals und Institutionen in Italien und im Ausland tätig, darunter die Füssener Festtage der Alten Musik, die Stiftsmusik Stuttgart, der Musikverein Wien und die Innsbrucker Hofmusik. Zu ihren wichtigsten solistischen Auftritten zählen Motetten von A. Vivaldi und V. B. Faitelli (Musik Meran), das Requiem in c-Moll von M. Haydn (Musik & Kirche Brixen), das Requiem in d-Moll KV 626 von W. A. Mozart, die Vespro della Beata Vergine von C. Monteverdi (Festival di Musica Sacra Trient und Bozen), Exsultate, jubilate von W. A. Mozart, Pulcinella von I. Strawinsky sowie die Rolle des ersten Elfen in Ein Sommernachtstraum von F. Mendelssohn (Festival SetteNovecento). 2022 präsentierte sie gemeinsam mit dem Pianisten Corrado Ruzza eine Auswahl von Kammerliedern von Vincenzo Gianferrari in erster moderner Aufführung für die Società Filarmonica di Trento, im Rahmen einer von ihr betriebenen Forschungsarbeit zum Repertoire. 2023 war sie Teil der Besetzung der Oper Peter Pan – The Dark Side von Wolfgang Mitterer, eine Produktion der Fondazione Haydn Stiftung Trient und Bozen in Koproduktion mit dem Tiroler Landestheater Innsbruck. Sie wurde mit dem zweiten Preis in der Kategorie Operngesang beim 12. Internationalen Wettbewerb „Giovani Musicisti – Città di Treviso“ (2020) sowie mit dem dritten Preis beim Internationalen Wettbewerb „Elsa Respighi – Liriche da camera Ottonovecento italiano“ (Verona, 2022) ausgezeichnet. Sie schloss ihr Studium der Musikwissenschaft mit Auszeichnung an der Freien Universität Bozen und der Universität Trient ab und verbindet ihre Konzerttätigkeit mit einem beständigen Interesse an musikwissenschaftlicher Forschung.
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| MARINA BONETTI
Nata in un ridente paesello montano affacciato sulla sponda veronese del lago di Garda, Marina inizia lo studio della musica a cinque anni mentre a dodici l’incontro con il suo mentore, l’arpista Mirella Vita, segna l’inizio di un cammino che la porterà successivamente a fondere la pratica dell’arpa con la passione per la Musica Antica. Al Conservatorio di Verona, Mirella le insegna che essere musicisti va al di là di saper suonare uno strumento e che la musica è un’espressione della bellezza che si trasmette attraverso le vibrazioni affinché l’essere umano possa riscoprire la sua originale armonia, così come originali ed attinenti devono essere i repertori che si interpretano sull’arpa. Dopo il diploma in arpa a pedali conseguito nel 1994 Marina si dedica alla riscoperta e all’interpretazione della Musica Antica attraverso la pratica delle arpe storiche e si specializza con Mara Galassi, Andrew Lawrence-King e Nuria Llopis Areny. Si è esibita in Europa, Canada, Africa e Sudamerica collaborando con numerosi interpreti, tra cui Claudio Scimone, Alessandro De Marchi, Gabriel Garrido e Jordi Savall mentre, sotto la guida di Christophe Rousset, ha suonato al Teatro alla Scala ed in ripetute occasioni nello storico Théâtre des Champs-Élysées. Dal 2023 svolge un’intensa attività concertistica con l’ensemble Cappella Mediterranea diretto dal Leonardo García Alarcón e collabora con l’Ensemble Les Épopées diretto da Stéphane Fuget. Ha registrato una cinquantina di cd alcuni dei quali premiati con “Diapason d’Or”, “10 de Repertoire”, “Mezzo M” e “Choc de Classica” ed ha pubblicato revisioni per la Pizzicato. Ricercatrice nell’ambito dell’interpretazione storicamente informata, svolge attività didattica da oltre un ventennio presentando corsi, seminari e masterclass presso istituzioni di prestigio in Italia, Svizzera e Belgio.
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Geboren in einem Bergdorf am Veroneser Ufer des Gardasees, begann Marina im Alter von fünf Jahren mit dem Musikstudium. Mit zwölf Jahren begegnete sie ihrer Mentorin, der Harfenistin Mirella Vita – ein Ereignis, das den Beginn eines Weges markierte, der sie schließlich dazu führte, die Praxis der Harfe mit ihrer Leidenschaft für Alte Musik zu verbinden.
Am Konservatorium von Verona vermittelte Mirella ihr die Überzeugung, dass Musiker zu sein über die bloße Beherrschung eines Instruments hinausgeht und dass Musik ein Ausdruck von Schönheit ist, die sich durch Schwingungen überträgt, damit der Mensch seine ursprüngliche Harmonie wiederentdecken kann – ebenso ursprünglich und authentisch müssen auch die Repertoires sein, die auf der Harfe interpretiert werden. Nach dem Abschluss im Fach Pedalharfe im Jahr 1994 widmete sich Marina der Wiederentdeckung und Interpretation Alter Musik durch das Spiel historischer Harfen und spezialisierte sich bei Mara Galassi, Andrew Lawrence-King und Nuria Llopis Areny. Sie trat in Europa, Kanada, Afrika und Südamerika auf und arbeitete mit zahlreichen Interpreten zusammen, darunter Claudio Scimone, Alessandro De Marchi, Gabriel Garrido und Jordi Savall. Unter der Leitung von Christophe Rousset spielte sie im Teatro alla Scala sowie mehrfach im historischen Théâtre des Champs-Élysées. Seit 2023 konzertiert sie intensiv mit dem Ensemble Cappella Mediterranea unter der Leitung von Leonardo García Alarcón und arbeitet mit dem Ensemble Les Épopées unter Stéphane Fuget zusammen. Sie hat rund fünfzig CDs aufgenommen, von denen einige mit dem „Diapason d’Or“, „10 de Répertoire“, „Mezzo M“ und „Choc de Classica“ ausgezeichnet wurden, und hat zudem Revisionen für Pizzicato veröffentlicht. Als Forscherin auf dem Gebiet der historisch informierten Aufführungspraxis ist sie seit über zwanzig Jahren pädagogisch tätig und leitet Kurse, Seminare und Meisterklassen an renommierten Institutionen in Italien, der Schweiz und Belgien. |