CORO GIOVANILE “I MINIPOLIFONICI” di Trento | CORALE S. GIUSTINA
Note al programma
Nystedt – Laudate*. Sebbene Nystedt sia noto anche per tecniche più d’avanguardia, Laudate si distingue per uno stile neo-tonale o ampiamente tonale, con una scrittura contrappuntistica chiara.
Il ritmo è spesso energico e sincopato, riflettendo la gioia del testo. I cantori devono gestire crescendi e variazioni dinamiche, che sono deducibili dall’andamento contrappuntistico. Le voci spesso si rincorrono imitando le parole “Laudate”, rendendo la musica un gioco sonoro celebrativo
Jenkins – Cantate Domino*. Il brano è scritto in uno stile quasi “monastico”, ma riletto attraverso la sensibilità moderna di Jenkins. Sebbene le voci si sovrappongano, il testo rimane solitamente ben percepibile, grazie a una scrittura corale che mira all’impatto emotivo, riuscendo a realizzare puntualmente l’intento di un testo che esprime gioia, ringraziamento e celebrazione della maestosità del creato.
Barnum– Adoramus Te, Christe. Direttore d’orchestra e compositore, Eric William Barnum continua a cercare appassionatamente un nuovo terreno nel campo corale. Lavorando con cori di ogni tipo, il suo leitmotiv consiste nel cercare di fornire esperienze intensamente significative per coristi e pubblico. In Adoramus Te, Christe, Barnum, con una breve e deliziosa ambientazione a cappella, sottolinea la delicatezza e la semplicità del testo latino tradizionale.
Arnesen – Even when He is silent. Brano commissionato nel 2011 per il St. Olaf Festival, è ispirato a un testo breve ma profondamente toccante, scritto da un ebreo nascosto durante la Seconda guerra mondiale e trovato inciso sul muro di una cantina a Colonia, in Germania. La composizione inizia nell’immobilità, riflettendo la profonda profondità delle parole. Si sviluppa gradualmente verso un climax drammatico sulla frase “Credo nell’amore”, incarnando le emozioni intense e contrastanti di aggrapparsi ad esso nei momenti difficili. Il pezzo poi sfuma in un finale più contemplativo, che culmina in una serena accettazione della fede in Dio, anche in mezzo al silenzio.
Gjeilo – Ubi caritas. Con un’atmosfera al tempo stesso moderna e medievale, il brano inizia con un semplice canto all’unisono, in stile gregoriano, dispiegandosi gradualmente in armonie più ampie e in un linguaggio armonico più moderno. Nonostante riprenda ambiti diversi, la composizione è completamente originale e non è basata su melodie preesistenti.
Vergnaghi – Kyrie. Martino Vergnaghi, giovane compositore che vive e lavora a Milano, ha scritto questo Kyrie per il Coro Giovanile “I Minipolifonici”, che ne ha eseguito la prima esecuzione assoluta a Ravenna, ai primi di marzo. Il linguaggio utilizzato si contraddistingue per la sua chiarezza e trasparenza, gli elementi tematici e le armonie sottostanti raggiungono l’ascoltatore in modo diretto e profondo.
Clausen – Prayer. Composto su commissione della Yale Alumni Chorus Fondation, il brano utilizza un testo tratto dalla preghiera quotidiana di Madre Teresa di Calcutta. René Clausen, partendo da una suddivisione a quattro voci, sviluppa con grande maestria la cantabilità dei temi, conducendo il coro a momenti di grande espressività, in particolare nelle parti a otto voci
Biebl – Ave Maria. Mottetto composto nel 1964 per doppio coro, grande coro a quattro voci e coro a tre voci che può essere eseguito da solisti. Si tratta della messa in musica di una parte della preghiera liturgica latina Angelus, che contiene l’Ave Maria come ritornello. La composizione fu originariamente scritta per coro maschile, ma il compositore ne scrisse anche arrangiamenti per coro misto e coro femminile.
Runestad -Let my love be heard. Brano commissionato al compositore americano Jake Runestad, è stato registrato nel 2016 dal Coro della California State Long Beach per commemorare Nohemi Gonzalez, una loro corista di 23 anni tragicamente scomparsa nell’attentato terroristico di Parigi del 13 novembre 2015. La loro offerta musicale è una potente manifestazione di dolore, ma anche un barlume di luce e un appello alla pace.
Trotta-Lux Aeterna, Dies Irae. Entrambi i brani fanno parte del Requiem, composizione del 2019 commissionata a Michael John Trotta da un consorzio di otto cori. Trotta reinterpreta la tradizione liturgica con uno stile moderno e accessibile, caratterizzato da melodie espressive e armonie luminose, privilegiando un’atmosfera di raccoglimento e speranza più che di drammaticità. L’intento è quello di infondere grazia, speranza e conforto a chiunque abbia vissuto una perdita nella propria vita.
La Fuga in fa minore per organo di Felix Mendelssohn-Bartholdy è un esempio significativo della dedizione del compositore alla tradizione contrappuntistica bachiana, reinterpretata attraverso la sensibilità romantica. Spesso associata o eseguita insieme ad altri pezzi organistici della sua produzione, questa fuga evidenzia la maestria di Mendelssohn nel maneggiare strutture formali rigorose.
La Suite Gothique, op. 25, composta da Léon Boëllmann nel 1895, è un pilastro del repertorio organistico tardo-romantico francese, celebre per la sua sintesi di misticismo medievale e vigore sinfonico. Prière à Notre Dame è Il momento lirico e spirituale della suite. È un adagio meditativo e cantabile, che mette in risalto registri solistici delicati (come l’oboe o il flauto) in una sorta di preghiera intima. La Toccata è il finale famoso e virtuosistico. Caratterizzato da un ritmo incalzante e incessante, il movimento costruisce una grande tensione sonora, chiudendo l’opera in Do maggiore con un senso di trionfo e grandiosità.
CURRICULUM
Il Coro Giovanile “I Minipolifonici”, formato da ragazze e ragazzi in età compresa tra i 15 e i 25 anni, è sorto nel 2004 all’interno della Scuola di Musica “I Minipolifonici” di Trento. Il repertorio del Coro, sacro e profano, spazia dal ‘600 al romantico, dal ‘900 fino ai giorni nostri e, negli anni, ha incluso anche diverse prime esecuzioni assolute di brani scritti da giovani compositori italiani. Il Coro ha al suo attivo numerose partecipazioni a concerti e importanti festival europei in Austria, Belgio, Croazia, Germania, Lettonia, Repubblica Ceca e Italia. Si è distinto in numerosi concorsi nazionali ed internazionali. Nel 2025 si esibito a Milano, nella Chiesa di Santa Madre Teresa alle Terrazze, in un concerto di beneficenza. Nel 2026 il Coro Giovanile è stato invitato a tenere un concerto nella Chiesa di S. Maria Maggiore a Ravenna.
Stefano Chicco, pianista e direttore, dal 1982 insegna pianoforte e in seguito orchestra, coro e direzione d’ensemble strumentale presso la Scuola di Musica “I Minipolifonici” di Trento, di cui, dal 2002, è direttore.
Diplomato in pianoforte al Conservatorio di Trento, ha studiato direzione d’orchestra e musica da camera con Uros Lajovic e Georg Ebert alla Hochschule für Musik und darstellende Kunst di Vienna. Si è esibito come pianista e direttore in Italia, Austria, Francia, Islanda, Svizzera, Inghilterra, Belgio, Croazia, Lettonia, Spagna, Repubblica Ceca. Ha diretto l’Orchestra del Teatro Donizetti di Bergamo, l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, l’Orchestra Pro Arte di Vienna, l’Orchestra JFutura e numerose altre orchestre giovanili. Dal 2008 è direttore del Coro Giovanile “I Minipolifonici” di Trento.
La Corale Santa Giustina di Pieve di Bono nasce all’inizio del 2011, sotto la direzione del Maestro Cornelio Armani, dalla fusione dei cori parrocchiali delle frazioni del paese. Dal 2021 il testimone è passato al Maestro Sandro Rota. In questi anni la Corale ha cantato in tutta Italia, lasciando un segno da Pietralba e Novacella in Alto Adige fino a Salerno, passando per Venezia, Tortona, Assisi, Bologna. Con la Corale San Barnaba di Bondo e la Banda Musicale di Pieve di Bono ha dato vita a un evento memorabile attorno alla Missa Brevis di Jacob de Haan oltre novanta voci, sei esecuzioni tra Trentino e Lombardia. Tra le esperienze più recenti, la partecipazione al Festival Corale Internazionale di Parigi, un’occasione importante per confrontarsi con altre realtà corali europee e portare la propria musica oltre i confini del Trentino.
L’Istituto Diocesano di Musica Sacra fondato nel 1927 da Monsignor Celestino Eccher promuove la musica sacra nella diocesi mediante la formazione degli operatori musicali: direttori di coro, organisti, animatori di assemblea, cantori. La sua attività è strettamente congiunta con il Servizio Liturgia del quale è una emanazione. La sua attività è costituita essenzialmente dai corsi annuali di formazione che si tengono da ottobre a maggio seguendo un programma che comprende teoria e solfeggio, approfondimento di teoria musicale, esercizio di canto corale, pianoforte e armonio, organo, liturgia, musicologia liturgica, direzione di coro, armonia, storia della musica, canto gregoriano.


