55 Festival 2026

Berliner Messe

DOMENICA 7 GIUGNO
ROVERETO Chiesa di Santa Maria del Carmine, ore 20,30

SONNTAG, 7. JUNI
ROVERETO Kirche St. Maria del Carmine, 20.30 Uhr

CORO FILARMONICO TRENTINO
Direzione | Leitung, Sandro Filippi
ENSEMBLE ZANDONAI
Direzione | Leitung, Giancarlo Guarino
 

Programma | Programm

 DMITRI SHOSTAKOVICH (1906-1975)
Sinfonia da camera op. 110 A
per le vittime della guerra e del fascismo
(solo archi)
Largo – Allegro molto – Allegretto- Largo – Largo

LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827)
Elegischer Gesang in mi magg. Op. 118 
(per archi e coro)

ARVO PÄRT (1935)
Berliner Messe
(per archi e coro)
Kyrie – Gloria – Alleluia – Veni Sancte Spiritus – Credo – Sanctus – Agnus Dei

 

 
In collaborazione con | In Zusammenarbeit mit

Locandina
Pieghevole

Note al programma

Accostare Šostakovič, Beethoven e Pärt significa porre l’ascolto davanti a tre modi radicalmente diversi di confrontarsi con il dolore, la memoria e la possibilità della riconciliazione. Pur appartenendo a epoche e linguaggi lontani, le opere in programma condividono una medesima tensione: trasformare la musica in uno spazio di riflessione collettiva, dove la sofferenza individuale si apre a una dimensione più ampia e universale.
La Sinfonia da camera di Šostakovič, trascrizione per orchestra d’archi del celebre Ottavo Quartetto, nasce sotto il segno della memoria e della distruzione. Dedicata “alle vittime della guerra e del fascismo”, la composizione attraversa paesaggi sonori di impressionante intensità, alternando immobilità e violenza, frammenti lirici e improvvise lacerazioni. La scrittura per archi amplifica il carattere inquieto dell’opera: le linee si inseguono, si sovrappongono, si spezzano in un continuo oscillare tra tensione e abbandono. Alcuni passaggi sembrano quasi trattenere il respiro, mentre altri irrompono con un’urgenza aspra e implacabile. In questa musica non c’è retorica celebrativa; il dolore non viene sublimato, ma esposto nella sua fragilità più nuda. Anche i richiami autobiografici disseminati da Šostakovič all’interno della partitura assumono così un significato che supera la dimensione personale, trasformandosi in testimonianza condivisa.
Dopo questa densità drammatica, l’Elegischer Gesang di Beethoven introduce un diverso rapporto con il lutto e la memoria. Scritto per coro e archi, il brano conserva il carattere intimo di una meditazione raccolta, lontana da ogni monumentalità. Le voci emergono dal tessuto orchestrale con naturalezza, come se il canto nascesse direttamente dal respiro degli archi. Beethoven evita ogni enfasi e affida l’espressione a un equilibrio essenziale tra parola e suono: il dolore si traduce in una calma grave, attraversata però da una luce discreta, capace di rendere la malinconia qualcosa di condivisibile e umano.
Con Arvo Pärt e la Berliner Messe il discorso cambia ulteriormente prospettiva. Qui il rapporto tra silenzio e suono diventa centrale: le linee vocali si muovono con estrema purezza, sostenute dagli archi in una scrittura che rinuncia a ogni gesto superfluo. L’essenzialità del linguaggio non impoverisce la musica, ma ne intensifica la forza. Ogni accordo sembra risuonare a lungo nello spazio, creando una percezione dilatata del tempo. Pärt costruisce così una liturgia sonora sospesa, in cui la ripetizione e la semplicità diventano strumenti di concentrazione e ascolto interiore.
Pur nella loro diversità, queste tre opere sembrano interrogarsi sul medesimo tema: come trasformare l’esperienza del dolore in una forma di presenza condivisa.
La tensione drammatica di Šostakovič, la compostezza elegiaca di Beethoven e la trasparenza contemplativa di Pärt non cercano consolazioni facili, ma aprono spazi diversi di ascolto e memoria. La musica diventa allora non solo commemorazione, ma gesto umano di resistenza al silenzio della perdita, luogo in cui fragilità e speranza possono ancora convivere.

Alessandro Arnoldo

 Coro Filarmonico Trentino. Fondato nel 2007 e diretto da Sandro Filippi, il Coro Filarmonico Trentino è una formazione vocale flessibile, capace di affrontare repertori che spaziano dalla polifonia rinascimentale alla musica contemporanea. Si distingue per la collaborazione con compositori contemporanei e per l’esecuzione in prima assoluta di opere come Ikone (Festival di Musica Sacra 2014 e 2016, con Giovanni Sollima, trasmessa da RAI 5) e la Messa del popolo (2022). Tra i progetti di rilievo, il lavoro dedicato a Ferruccio Busoni ha portato all’esecuzione di musiche giovanili mariane presso il Centro di Studi Musicali F. Busoni, alla loro incisione discografica pubblicata con la rivista Amadeus e, più recentemente, all’esecuzione nel centenario della morte del compositore (2024) con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta da Ruben Jais nell’ambito del Festival di Musica Sacra di Trento e Bolzano.

L’Ensemble Zandonai, orchestra da camera di Trento, nasce come associazione nel 1995 e si distingue per un’intensa attività concertistica sia in Italia che all’estero. Composta da musicisti professionisti che collaborano con importanti realtà internazionali come la Mahler Chamber Orchestra, la Scala di Milano e l’Arena di Verona, l’orchestra offre anche ai giovani diplomati dei Conservatori del nord Italia l’opportunità di esibirsi in contesti di alto livello. L’Ensemble ha collaborato con numerosi festival e istituzioni, tra cui il concorso internazionale Antonio Pedrotti, la Stagione Filarmonica di Trento, il Festival di Musica Sacra di Bolzano e Trento, “I Suoni delle Dolomiti”, il Festival Mozart di Rovereto e manifestazioni internazionali come la Unity Hall di Utica (NY) e la Eastman School of Music di Rochester (NY). Ha realizzato progetti speciali con la Provincia Autonoma di Trento e prodotto CD e registrazioni per emittenti come la RAI. Dal 2000 organizza una propria stagione concertistica sostenuta da ITAS Assicurazioni, invitando artisti di rilievo come Piernarciso Masi, Cecilia Gasdia e Albrecht Mayer. Tra le iniziative più significative figurano la pubblicazione di un triplo CD con musiche inedite di Riccardo Zandonai e il progetto “Giovani in Sinfonia” dedicato alla formazione di giovani musicisti internazionali.

Il direttore dell’ensemble Giancarlo Guarino, diplomato in violino e pianoforte, ha studiato presso la Musikhochschule di Hannover e l’Accademia di Imola. Docente di Musica da Camera al Conservatorio di Trento, svolge attività concertistica in Europa e negli Stati Uniti sia come violinista che come pianista. Dal 1994 dirige l’Ensemble Zandonai e ha collaborato con numerose orchestre italiane e internazionali, tra cui l’orchestra Haydn di Bolzano e Trento, l’Orchestra Filarmonica di Brasov e orchestre finlandesi e turche. È promotore di progetti formativi per giovani musicisti e spesso membro di giurie internazionali.

Fanno parte dell’Ensemble Zandonai: Filippo Ghidoni*, Sergio La Vaccara, Filippo Pedrotti, Priyanka Ravanelli (violini primi); Andrea Ferroni*, Natalia Kulak, Margherita Merz (violini secondi); Nicola Fadanelli*, Luca Geat (viole); Margherita Guarino*, Barbara Bertoldi (violoncelli); Teresa Lever* (contrabbasso). *Prime parti