56 Festival 2026

Splendori barocchi

DOMENICA 26 APRILE
MEZZANO Chiesa parrocchiale, ore 17.30
SONNTAG, 26. APRIL
MEZZANO Pfarrkirche, 17.30 Uhr
LUNEDÌ 27 APRILE
TIONE Chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta, ore 20.30
MONTAG, 27. APRIL
TIONE Pfarrkirche, 20.30 Uhr

CORO VOX CORDIS
ENSEMBLE LABIRINTI ARMONICI
Violino concertatore | Konzertmeister, Andrea Ferroni;
violino | Violine, Stefano Favretto;
violoncello, Ivo Brigadoi; violone, Mario Filippini;
cembalo, Costanza Leuzzi
Direzione | Leitung, Marco Ozbic

 

PROGRAMMA 

Splendori Barocchi
La Messa per il Santissimo Natale di Alessandro Scarlatti
AD MISSAM IN DIE

ARCANGELO CORELLI (1653 –1713)
Sonata da chiesa op. 3 n. 12 in la maggiore
per 2 violini e continuo

ANTIPHONA AD INTROITUM:
Puer natus est nobis (Is.9,6;Ps.97)

ALESSANDRO SCARLATTI (1660 – 1725)
Messa per il SS.mo Natale: 1
Kyrie, Gloria per 9 voci in doppio coro, 2 violini e continuo

GRADUALE: Viderunt omnes (Ps. 97,3 cd-4; V.2)

ALLELUJA: Dies santificatus illúxit nobis

ALESSANDRO SCARLATTI (1660 – 1725)
Messa per il SS.mo Natale: 2
Credo per 9 voci in doppio coro, 2 violini e continuo

OFFERTORIUM: Tui sunt caeli (Ps.88,12 et 15 a)

ALESSANDRO SCARLATTI (1660 – 1725)
Messa per il SS.mo Natale: 3
Sanctus per 9 voci in doppio coro, 2 violini e continuo

ALESSANDRO SCARLATTI (1660 – 1725)
Messa per il SS.mo Natale: 4
Agnus Dei per 9 voci in doppio coro, 2 violini e continuo

COMMUNIO: Viderunt omnes fines terrae (Ps.97,3 cd)

ALESSANDRO SCARLATTI (1660 – 1725)
O Magnum Mysterium / Beata Virgo
per 8 voci in doppio coro e continuo

 

In collaborazione con | In Zusammenarbeit mit

Comune di Tione

Scuola musicale giudicarie

Locandina Mezzano
Locandina Tione

Pieghevole

Note al programma

Un legame ideale unisce Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594) ad Alessandro Scarlatti (1660- 1725), ricordati congiuntamente nella scorsa edizione del festival per i rispettivi anniversari della nascita e della morte. Il princeps musicae rappresentò il paradigma della musica polifonica per tutti i compositori soprattutto quando dediti alla musica sacra risalendo dal barocco, all’Ottocento verdiano (al Palestrina il bussetano si ispirò nei suoi Pezzi sacri), al nostro tempo (ancora il 2025 lo si vide accostato al novantenne Arvo Pärt per ricerca di purezza e semplicità). Questa ispirazione è confermata anche dalla produzione sacra di Alessandro Scarlatti, che alla fine del 1702, dopo aver lasciato Napoli a seguito della difficile situazione politica, decise di ritornare a Roma con il desiderio di omaggiare la corte pontificia componendo la Messa breve a Palestrina nello stile “a cappella” ispirata al suo modello, eseguita appunto per il nostro 54mo Festival dall’Ensemble Odhecaton. Ma la musica sacra di Alessandro Scarlatti merita riprese moderne indipendentemente dall’occasione celebrativa. Durante i suoi soggiorni romani infatti il compositore palermitano scrisse numerosi oratori, mottetti, salmi e messe, spesso per importanti committenti come la regina Maria Casimira Sobieska e il cardinale Ottoboni, confermandosi un autore di primaria importanza nel genere. Un corpus consistente per quanto ancora inesplorato e in parte di difficile attribuzione che include almeno 10 messe, tra cui spicca la Messa di Santa Cecilia del 1720, che anticipa la monumentalità delle opere di Bach, Mozart, Haydn e Beethoven. Più ancorata all’estetica settecentesca rimane invece la Messa per il Santissimo Natale considerata una delle opere più significative della musica sacra italiana del primo Settecento. Ritrovata negli archivi di Santa Maria Maggiore a Roma, l’opera fu scritta nel 1707 per accompagnare la processione che portava all’altare la reliquia della culla di Betlemme, conservata nella basilica papale. La scrittura per un doppio coro a 9 voci (SSATB + SATB), accompagnato da due violini e organo, motivata nell’esiguità della presenza strumentale probabilmente dalla funzionalità processionale, finisce con rendere rilevante la mediazione tra lo stile antico rinascimentale nella gestione delle polifonie e la linearità moderna della sonata a tre con basso continuo, supporto tipico della cantata solistica. Il doppio coro consente contrappunti suggestivi e sonorità maestose dove il Palestrina occhieggia nella comprensibilità del testo e del cantus firmus in linea con i dettami del Concilio tridentino, mentre lo stile affettivo settecentesco sensibilizza il dettato melodico. In questa prospettiva non è trascurabile l’apporto di Scarlatti alla codificazione del “carattere” di ciascun movimento dell’Ordinarium – di cui la forma musicale della messa si sostanzia – in aderenza al testo: il Kyrie, movimento d’apertura, importante ma severo, trattandosi di una invocazione di pietà, il Gloria, grande dossologia, esultante nell’alto dei cieli e speranzoso di pace in terra, il Credo solennemente affermativo della professione di fede ma drammatico nella descrizione di passione e resurrezione di Cristo, il Sanctus, particolarmente nel Benedictus e soprattutto l’Agnus Dei, territorio di un melodizzare semplice e patetico (lezione assorbita sin dal classicismo ed esportata ben oltre il XVIII secolo). Sul tutto si allarga poi lo spirito del Natale, luce e salvezza portate da un Gesù sempre più Bambino, in una prospettiva di progressiva umanizzazione. Non per nulla proprio il XVIII secolo dei Borboni esaltava l’integrazione della Natività con la vita quotidiana napoletana, dove il presepe, tradizione secolare già in origine a scavalco tra sacro e profano, raffigurava pastori, venditori ambulanti e nobili in un contesto scenografico ricco di dettagli (tradizione ancora vivissima in tutto il mondo). Raramente eseguita e ancora poco conosciuta dal grande pubblico, questa Messa merita una riscoperta filologica e artistica, quale preziosa testimonianza della devozione natalizia e del genio musicale di Scarlatti. Il concerto ricostruisce la forma della Messa cattolica secondo il rito tridentino dove le parti dell’Ordinarium (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Benedictus, Agnus Dei) si alternano al proprium in gregoriano accogliendo i testi di Antiphona, Graduale, Alleluja e Communio della celebrazione natalizia.

Annely Zeni

L’Associazione di Formazione Musicale VOX CORDIS costituisce un’importante risorsa per la comunità che da sempre collabora con il Comune di Fornace per diffondere la conoscenza del territorio mediante la musica, ed in particolare il canto corale. Tra gli obiettivi primari dell’Associazione vi è la costante ricerca storico-musicale di repertori poco conosciuti che trovano così occasione per essere eseguiti e apprezzati dal pubblico. Lo studio e l’approfondimento della corretta prassi esecutiva ha sempre portato l’Associazione a collaborare con figure di grande pregio a livello artistico, professionale e culturale dando l’opportunità di sviluppare una consapevole sensibilità musicale non solo nell’ esecutore, ma anche nell’ascoltatore. Il campo di maggior interesse della Formazione Musicale “Vox Cordis” è la musica Rinascimentale e Barocca, perla e vanto della tradizione artistica italiana. Le finalità dell’Associazione sono molteplici, ma nello specifico l’obiettivo principale è quello di valorizzare il territorio attraverso la più raffinata delle arti: la Musica, non solo attraverso i concerti, ma anche attraverso la formazione musicale mediante la realizzazione di convegni, workshop, MasterClass e corsi di approfondimento tecnico. Mission dell’Associazione è il Lifelong learning, strategia che garantisce un apprendimento continuo durante tutta la vita e che permette la collaborazione tra vari target di età e tra persone con interessi diversi.

L’Associazione LABIRINTI ARMONICI nasce nel 2006 dall’esigenza di far conoscere e divulgare un certo tipo di “buona musica”: in particolare l’attenzione si concentra sulla musica barocca, collocata storicamente tra il 1600 e il 1750 in esecuzioni storicamente informate. Dal 2010 l’Associazione organizza masterclass di musica antica invitando musicisti di riferimento e di portata internazionale per arricchire le conoscenze nel campo della filologia e del rispetto del repertorio trattato. Hanno collaborato e collaborano col gruppo il violinista e direttore Enrico Onofri e il violista Stefano Marcocchi, le soprano Gemma Bertagnolli e Simone Kermes. BAROCKO è la stagione di concerti che dal 2012 ha come obbiettivo principale quello di dare continuità al lavoro di ricerca e di studio che è stato costante in questi anni. Ogni anno si creano nuove collaborazioni e i concerti vedono protagonisti musicisti diversi, tutti accomunati da un’attenzione particolare verso la musica antica e il modo storicamente informato di presentarla. Per l’etichetta discografica Brilliant sono state incise su quattro cd le 40 sonate per due violini e basso continuo di Francesco Antonio Bonporti. Questo progetto discografico rappresenta il legame del gruppo con il territorio di origine; quel territorio dal quale è partito il Gentilhuomo di Trento, Francesco Antonio Bonporti, eccellenza senza ombre della storia della musica. Maestro concertatore e direttore artistico del gruppo è il violinista Andrea Ferroni.