Ensemble Meranbaroque
| SABATO 2 MAGGIO TRENTO Chiesa del Seminario Diocesano, ore 18.00 |
SAMSTAG, 2. MAI TRIENT Kirche des Priesterseminars, 18.00 Uhr |
| Soprano | Sopran, Alexa Mairhofer; Mezzosoprano | Mezzosopran, Lucia Napoli; Basso | Bass, Mauro Borgioni ENSEMBLE MERANBAROQUE Direzione | Leitung, Stephan Kofler Programma JOHANN SEBASTIAN BACH (1685 – 1750) GEORG PHILIPP TELEMANN (1681 – 1767) JOHANN SEBASTIAN BACH DIETRICH BUXTEHUDE (1637 – 1707) In collaborazione con | In Zusammenarbeit mit
Note al programma Chissà se Brahms, facendo intonare al coro il cullante “Come sono dolci le tue dimore Signore, Dio degli eserciti!” nel Ein Deutsches Requiem aveva in mente l’esordio della Cantata 170 di Bach, “Lieta serenità, ben amato diletto delle anime”, un’aria in ritmo quasi di siciliana in 12/8? O forse ce l’aveva in mente Mozart nel terzetto da Così fan tutte “soave sia il vento e tranquilla sia l’onda”? Perché da quelle musiche promana davvero un intimo sentimento di serenità, sublime quanto utopistico, commovente come un paradiso perduto, il cui desiderio induce infinite nostalgie. Il maestro di Eisenach, nel mentre furoreggia il dibattito tra “prima la musica o la parola”, passa oltre e costruisce un indissolubile intreccio tra i vocaboli della lingua e della musica, volendo parlare e musicare di Dio, su Dio e con Dio: musica teologica ché della Parola per eccellenza si tratta e musica liturgica poiché il rito ne costituisce il presupposto. Entrambe le Cantate in programma interpretano le letture (epistola e vangelo) delle domeniche cui erano destinate ed hanno per tema conduttore la riflessione sulla morte, che al credente non deve far paura né essere occasione di tristezza. Si prenda appunto la BWV 170, per la 6a domenica dopo la festa della Trinità: l’epistola di San Paolo ai Romani recita “se siamo stati uniti a Cristo nella somiglianza della sua morte, lo saremo anche nella somiglianza della sua risurrezione”. Il Vangelo invece: “chiunque dirà a suo fratello: «Raca», sarà sottoposto al sinedrio; chiunque dirà: «Stolto», sarà sottoposto al fuoco della Geenna”. Difficile non cogliere la struttura drammatica della narrazione, inquadrata perfettamente dai versi di Georg Christian Lems – poeta e bibliotecario alla corte di Darmstadt, cui si attribuisce un gran numero di testi per cantate – e raccolta da Bach cosicché la Cantata diventa un teatro spirituale: dai lemmi danzanti della prima aria attraversando la bocca velenosa di Satana nel concitato recitativo n. 2 passando quindi per i sofferti semitoni (diabolici di per sé) dei cuori stravolti (aria n. 3) l’opposizione del successivo recitativo in cui il cuore fugge l’ira e il rancore per risolvere in un vivace e felice “Prendimi con te. Gesù concedi ch’io possa trovar dimora ove io stesso sono lieto e sereno” e il cerchio si chiude (aria n. 5). Ancor più “scenografica” la Cantata BWV 82: vi si racconta – testo di Cristoph Brirkmann, figura particolare di scienziato, musico e poeta – la vicenda biblica dell’anziano Simeone che recatosi al tempio ebbe l’occasione di tenere in braccio Gesù Bambino. Questo evento lo riempì di gratitudine e speranza, tanto da indurlo ad accettare serenamente la morte imminente e persino ad attenderla con gioia. Bach scrisse la Cantata nel febbraio del 1727 per celebrare la festa della Purificazione di Maria (“Mariä Reinigung”), nota anche come messa delle candele (“Mariä Lichtmess”), inscenando una sorta di dialogo tra Simeone (nelle arie) ed un narratore (i recitativi) che ne interpreta i detti, invitando il fedele all’emulazione. Il salto di sesta con cui attacca l’oboe ripreso poi dal basso è proprio un intervallo-quadro: significa amore ed è solo l’inizio di un tragitto emotivo di gratitudine, felicità, fiducia e consolazione. La Cantata si conclude con le parole “Attendo con ansia la mia morte. Oh! Se solo fosse già qui. Là sarò liberato da ogni angoscia che ancora mi lega al mondo”. La musica è di nuovo danzante e dal ritmo incalzante e, sebbene sia in Sol minore, l’accordo finale è in Do maggiore, tonalità che nella storia della musica si associa all’armonia perfetta, al paradiso, alla purezza e alla luce. E luce sia ancora, con il luminoso arpeggio in sol maggiore (banale forse ma sol e sole sono vicini, il sol è la nota centrale della scala ed è il simbolo del Cristo) di Buxtehude, maestro di Bach, che, intonando il salmo Cantate Domino per due soprani, basso e basso continuo propone un gioioso intreccio di imitazioni polifoniche che si stemperano in lunghi brillanti vocalizzi. Annely Zeni L’ENSEMBLE MERANBAROQUE è stato fondato nel 2003 da Stephan Kofler ed è composto da musicisti che hanno maturato esperienze internazionali nei più famosi ensemble (Giardino Armonico, Accademia Bizantina, Il Concerto Italiano, Europa Galante, Ensemble Matheus) e si sono esibiti in rinomate sale da concerto di tutto il mondo: Carnegie Hall, New York – Teatro Rosario, Buenos Aires – Ojii Hall, Tokyo – Musikvereinsaal, Vienna. L’ensemble suona con antiche pratiche esecutive su strumenti originali o copie di strumenti antichi.
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ALEXA MAIRHOFER, nata nel 1995 a Bressanone, ha conseguito la laurea magistrale con lode in canto rinascimentale e barocco a Milano con la Prof.ssa Gemma Bertagnolli. Si è esibita con ensemble rinomati come l’Accademia di Musica Antica, l’Helsinki Baroque Orchestra e l’Orchestra di Stato di Amburgo. Alexa Mairhofer è attualmente membro dell’ensemble vocale “Lauschwerk” e mezzosoprano dell’ensemble vocale femminile “Luminosa” (Monaco di Baviera). Oltre al suo lavoro come solista, cantante d’ensemble e direttrice di coro, insegna canto presso il Liceo di Scienze Sociali con indirizzo musicale di Bressanone.
LUCIA NAPOLI, diplomata in violino ed in canto con il massimo dei voti, è un’apprezzata interprete del repertorio barocco e sostiene un’intensa attività concertistica per festival e sale da concerto tra le più importanti al mondo. È solista in numerosi ensembles italiani ed europei quali La Petite Bande, Il Dolce Conforto, Divino Sospiro, Meranbaroque, Ensemble Arte Musica, Accademia Hermans, De Labyrintho, Concerto Romano, Rosso-Porpora e La Stagione Armonica. Ha inciso per Accent, Outhere, Brilliant Classics, Christophorus, Tactus, e Panclassics.
MAURO BORGIONI ha studiato canto presso la Scuola Civica di Milano e il Conservatorio di Cesena, perfezionandosi poi alla Fondation Royaumont di Parigi. Ha collaborato con vari ensemble e orchestre tra cui Concerto Italiano, Orchestra da Camera di Mantova, Orchestra Sinfonica della Rai, Orchestra Regionale della Toscana, La Capella Reial de Catalunya, Orchestra “Lorenzo da Ponte”, Die Kölner Akademie, Concerto Romano. Ha cantato con importanti direttori e musicisti. Specializzato nel repertorio barocco ha inciso per numerose etichette discografiche e per radio e televisioni.
STEPHAN KOFLER ha conseguito il diploma in organo al Conservatorio di Innsbruck e ha seguito dal 1985 al 1994 corsi sulla prassi di musica barocca con Ton Koopman (Amsterdam); inoltre ha partecipato a numerosi corsi di perfezionamento Ha suonato per numerosi Festivals in Italia, Germania, Austria, Svizzera, Olanda, Inghilterra; molte tournée in Messico, in Argentina e negli Stati Uniti. Ha inciso per numerose emittenti radiofoniche e televisive (RAI – SRG – Tele Azteca) ed ha prodotto ed inciso diversi CD di musiche barocche e romantiche.