La morte del cor penitente
| VENERDÌ 22 MAGGIO INNSBRUCK Hofkirche, ore 19.00 |
FREITAG, 22. MAI INNSBRUCK Hofkirche, 19.00 Uhr |
| SABATO 23 MAGGIO BOLZANO Chiesa dei Francescani, ore 19.30 |
SAMSTAG, 23. MAI BOZEN Franziskanerkirche, 19.30 Uhr |
| DOMENICA 24 MAGGIO TRENTO Chiesa San Francesco Saverio, ore 18.00 |
SONNTAG, 24. MAI TRIENT Chiesa San Francesco Saverio, 18.00 Uhr |
| ENSEMBLE DER INNSBRUCKER HOFMUSIK Direzione | Leitung, Marian Polin Peccatore: Alberto Allegrezza, tenore | Tenor Penitenza: Giulia Bolcato, soprano | Sopran Speranza: Elena Di Marino, soprano | Sopran |
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| Programma | Programm
Giovanni Legrenzi (1626 – 1690)
In collaborazione con | In Zusammenarbeit mit |
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Locandina/Plakat
Pieghevole/Flyer
| Note al programma
Giovanni Legrenzi nacque nel 1626 a Clusone, figlio di un violinista e compositore. Il paese si trova all’ingresso della Val Seriana, nei pressi di Bergamo, ed è un importante centro culturale nell’estremo occidente della Repubblica di Venezia. Iniziò la sua attività presso la basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo: già nel 1645 ottenne un impiego come organista; il suo superiore era il maestro di cappella Maurizio Cazzati, tra i più importanti compositori dell’Italia settentrionale del Seicento. Nel 1651 Legrenzi fu ordinato sacerdote; dal 1656 al 1665 fu maestro di cappella dell’Accademia dello Spirito Santo a Ferrara. Nel 1665 un suo Oratorio venne eseguito nella cappella dell’imperatrice vedova Eleonora (II) Gonzaga, che tentò invano di procurargli un incarico alla corte imperiale. Probabilmente non giovò il fatto che lo propose come maestro di cappella mentre Antonio Bertali era ancora in carica. Intorno al 1670 Legrenzi si trasferì definitivamente a Venezia, dove lavorò dapprima all’Ospedaletto come maestro di musica e poco dopo anche come direttore dell’Oratorio della Congregazione dei Filippini. Nel 1676 passò all’Ospedale dei Mendicanti. Nel 1681 ottenne finalmente un incarico a San Marco e nel 1685 fu nominato maestro di cappella, succedendo a Natale Monferrato – a quasi sessant’anni, un’età avanzata per l’epoca. Morì a Venezia nel 1690. Come compositore di opere, oratori, musica sacra, cantate e musica strumentale, Legrenzi è considerato uno dei più importanti e influenti autori della seconda metà del XVII secolo. Dedicò la raccolta di sonate La Cetra (1673) all’imperatore Leopoldo I. Alla sua corte furono eseguiti due oratori di Legrenzi dopo la morte del compositore – fatto piuttosto raro, che testimonia la sua fama duratura. Nel 1692 Il Prezzo del Cuore humano fu eseguito a Vienna, sedici anni dopo la prima a Ferrara (1676), e nel 1705 La Morte del Cor penitente. Luogo e data di composizione di quest’ultimo restano ignoti. Finora non sono emerse né fonti musicali né libretti della prima esecuzione. Si presume che l’opera risalga al primo periodo veneziano del compositore. In La Morte del Cor penitente compaiono tre figure allegoriche: Il Peccatore, La Speranza e La Penitenza. Il peccatore soffre tormenti, è pronto al pentimento e piange, ma è così afflitto da desiderare la morte del suo cuore colpevole. Le sue sofferenze crescono progressivamente, espresse in un Coro delle pene. Alla fine, Speranza e Penitenza riescono a convincerlo che anche per lui è possibile la grazia e la salvezza: trionfa così la misericordia divina. Caratteristico dell’opera è il continuo passaggio dai recitativi agli ariosi e dalle arie, generalmente concise ma espressive, ai ritornelli strumentali. Le due parti dell’oratorio si concludono con cori in cui Legrenzi dimostra la sua maestria contrappuntistica. Proprio questa scrittura potrebbe aver contribuito al successo delle sue opere alla corte imperiale, dove Leopoldo I apprezzava il contrappunto e lo stile antico. Nelle arie emerge inoltre l’esperienza operistica del compositore: molte sono in tonalità minore e percorse da una profonda vena malinconica, che caratterizza questo capolavoro del repertorio oratoriale. Dr. Franz Gratl (Tiroler Landesmuseen) |
Programmeinführung
Giovanni Legrenzi wurde 1626 als Sohn eines Geigers und Komponisten in Clusone geboren. Dieser Ort liegt am Eingang des Serio-Tales, in der Nähe von Bergamo, einem wichtigen kulturellen Zentrum im äußersten Westen der Republik Venedig. Der Dom Santa Maria Maggiore zu Bergamo war Giovanni Legrenzis erste musikalische Wirkungsstätte – schon 1645 fand er eine Anstellung als Organist; sein Vorgesetzter war der Kapellmeister Maurizio Cazzati, einer der bedeutendsten norditalienischen Komponisten von Kirchen- und Instrumentalmusik im Seicento. 1651 wurde Legrenzi zum Priester geweiht, von 1656 bis 1665 wirkte er als Kapellmeister der Accademia dello Spirito Santo in Ferrara. Im Jahr 1665 fand die Aufführung eines Oratoriums von Legrenzi in der Kapelle der Kaiserinwitwe Eleonora (II) Gonzaga statt. Sie bemühte sich vergeblich, Legrenzi eine Anstellung am Kaiserhof zu verschaffen – vermutlich trug es nicht unwesentlich zur Erfolglosigkeit ihrer Anstrengungen bei, dass sie ihn als Hofkapellmeister ins Spiel brachte, obwohl Antonio Bertali noch im Amt war. Um 1670 übersiedelte Legrenzi endgültig nach Venedig, wo er zunächst am Ospedaletto, einem der vielen musikalisch bedeutenden Waisenhäuser der Stadt, als Maestro di Musica tätig war, kurze Zeit später auch als Leiter des Oratorio della Congregazione dei Filippini. 1676 wechselste er vom Ospedaletto ans Ospedale dei Mendicanti. 1681 erhielt er endlich eine Anstellung an San Marco und 1685 wurde er als Nachfolger von Natale Monferrato zum Markuskapellmeister ernannt – mit fast 60 Jahren, also in einem für damalige Verhältnisse hohen Alter. Er starb 1690 in Venedig. Als Komponist von Opern, Oratorien, Kirchenwerken, Kantaten und Instrumentalwerken gilt Legrenzi als einer der wichtigsten und einflussreichsten Komponisten der zweiten Hälfte des 17. Jahrhunderts. Er widmete seine Sonatensammlung „La Cetra“ von 1673 Kaiser Leopold I. An dessen Hof wurden zwei Oratorien Legrenzis nach dem Tod des Komponisten aufgeführt – ein durchaus ungewöhnlicher Vorgang, der für Legrenzis bleibenden Nachruhm spricht. 1692 wurde Il Prezzo del Cuore humano immerhin sechzehn Jahre nach der Uraufführung in Ferrara 1676 in der Wiener Hofburgkapelle gespielt, 1705 dann La Morte del Cor penitente. Ort und Datum der Entstehung von La Morte del Cor penitente sind unbekannt, bislang sind weder musikalische Quellen noch ein Libretto zur Uraufführung aufgetaucht. Man nimmt an, dass das Werk aus der frühen venezianischen Zeit Legrenzis stammt. In La Morte del Cor penitente treten drei allegorische Figuren auf: Il Peccatore (Der Sünder), La Speranza (die Hoffnung) und La Penitenza (die Reue). Der Sünder leidet Qualen, ist zur Reue bereit und weint, aber er ist so zerknirscht, dass er sich wünscht, sein sündiges Herz möge besser sterben. Die Leiden und Qualen des armen Sünders steigern sich immer mehr, zum Ausdruck gebracht in einem Chor der Schmerzen (Coro delle Pene). Am Schluss können Speranza und Penitenza den Sünder davon überzeugen, dass auch er Gnade findet und den Himmel verdient. Es siegt die göttliche Barmherzigkeit. Typisch für La Morte del Cor penitente ist, dass Rezitative immer wieder in Ariosi übergehen und die meist eher knapp gehaltenen, ausdrucksvollen Arien in instrumentale Ritornelli. Am Schluss der beiden Teile des Oratoriums stehen jeweils Chöre, in denen Giovanni Legrenzi seine Meisterschaft im Kontrapunkt unter Beweis stellt. Gerade diese kontrapunktische Durcharbeitung mag dazu beigetragen haben, dass die Werke des Komponisten am Kaiserhof so beliebt waren – Leopold I. war ein großer Freund des Kontrapunkts und des Stile antico. In den Arien von La Morte del Cor penitente klingt Legrenzis Erfahrung im Opernstil durch – sehr viele Arien sind in Moll gehalten und eine melancholische Grundhaltung durchzieht dieses Meisterwerk der Oratorienliteratur. Dr. Franz Gratl (Tiroler Landesmuseen) |
| ENSEMBLE DER INNSBRUCKER HOFMUSIK
I protagonisti dell’ensemble Innsbrucker Hofmusik sono specialisti di musica antica attivi a livello internazionale, ispirati alla tradizione della storica Cappella di Corte di Innsbruck. Accanto ai musicisti stabili collaborano regolarmente nuovi interpreti d’eccellenza, con l’obiettivo di valorizzare il repertorio asburgico tra XVI e XVIII secolo e sviluppare una comune identità artistica. La profonda conoscenza della prassi esecutiva storica, unita alla ricerca musicologica e al legame con la Hofkirche di Innsbruck, rende l’ensemble un importante laboratorio di interpretazione storicamente informata nel cuore dell’Europa.
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Die Innsbrucker Hofmusik vereint international gefragte Spezialist*innen für Alte Musik in der Tradition der historischen Innsbrucker Hofkapelle. Neben den Stammmitgliedern wirken regelmäßig herausragende Gastkünstler mit, um das vielfältige habsburgische Repertoire des 16. bis 18. Jahrhunderts lebendig werden zu lassen und eine gemeinsame musikalische Handschrift zu entwickeln. Historische Aufführungspraxis, wissenschaftliche Forschung und die besondere Atmosphäre der Hofkirche Innsbruck machen das Ensemble zu einem bedeutenden Zentrum historisch informierter Interpretation im Herzen Europas.
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| ALBERTO ALLEGREZZA
Alberto Allegrezza è cantante, strumentista, regista e attore, specializzato nel repertorio antico. Diplomato in flauto dolce al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza, ha studiato canto con William Matteuzzi, Gloria Banditelli e Gabriele Lombardi. Ha collaborato con ensemble e direttori di fama internazionale, tra cui Les Talens Lyriques, Accademia Bizantina, La Cetra e Odhecaton, esibendosi in istituzioni come il Teatro alla Scala, il Maggio Musicale Fiorentino e le Innsbrucker Festwochen der Alten Musik. Fondatore della compagnia Dramatodía, cura regia, scene e costumi di produzioni dedicate al teatro musicale rinascimentale e barocco.
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Alberto Allegrezza ist Sänger, Instrumentalist, Regisseur und Schauspieler mit Schwerpunkt Alte Musik. Nach seinem Blockflötenstudium in Vicenza arbeitete er mit renommierten Ensembles wie Les Talens Lyriques, Accademia Bizantina, La Cetra und Odhecaton zusammen. Engagements führten ihn an bedeutende Häuser und Festivals, darunter die Mailänder Scala, der Maggio Musicale Fiorentino und die Innsbrucker Festwochen der Alten Musik. Als Gründer der Compagnie Dramatodía verbindet er Musik, Theater und Tanz in historischen Inszenierungen, für die er auch Regie, Kostüme und Bühnenbild gestaltet. Seine Aufnahmen erschienen bei Labels wie Naxos, Sony und Glossa. |
| GIULIA BOLCATO
Giulia Bolcato, soprano, si è diplomata con lode al Conservatorio “B. Marcello” di Venezia. Ha interpretato ruoli del repertorio barocco, mozartiano, rossiniano e contemporaneo, tra cui Königin der Nacht alla Royal Swedish Opera, Gilda in Rigoletto al Teatro Regio di Parma e Serpina ne La serva padrona. Si è esibita in teatri e festivals internazionali come Teatro La Fenice, Salzburg Festspiele e Biennale di Venezia, collaborando con Jordi Savall, Rinaldo Alessandrini e Stefano Montanari. Vincitrice del Cesti Singing Competition di Innsbruck (2017) e del Premio “Bergonzi” (2015), è laureata anche in Lingue orientali all’Università Ca’ Foscari di Venezia. |
Die Sopranistin Giulia Bolcato schloss ihr Gesangsstudium am Konservatorium „B. Marcello“ in Venedig mit Auszeichnung ab. Sie interpretierte Rollen aus dem Barock-, Mozart-, Rossini- und zeitgenössischen Repertoire, darunter die Königin der Nacht an der Royal Swedish Opera, Gilda in Rigoletto am Teatro Regio di Parma sowie Serpina in La serva padrona.
Sie trat in renommierten Opernhäusern und bei internationalen Festivals auf, darunter das Teatro La Fenice, die Salzburger Festspiele und die Biennale di Venezia, und arbeitete mit Künstlern wie Jordi Savall, Rinaldo Alessandrini und Stefano Montanari zusammen. 2017 gewann sie den internationalen Gesangswettbewerb „Cesti Competition“ der Innsbrucker Festwochen der Alten Musik, 2015 erhielt sie zudem den „Premio Bergonzi“. Darüber hinaus absolvierte sie ein Studium der orientalischen Sprachen an der Universität Ca’ Foscari in Venedig.
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| ELENA DI MARINO
Elena Di Marino ha conseguito con il massimo dei voti i Diplomi accademici di II livello in Canto al Conservatorio “F. A. Bonporti” di Trento con Daniela Longhi e in Canto rinascimentale e barocco al Conservatorio “Venezze” di Rovigo con Monica Piccinini. Si perfeziona alla MUK di Vienna con Roberta Invernizzi, Alexandra Reinprecht e Birgid Steinberger. Svolge attività concertistica in Italia e all’estero (Wiener Konzerthaus, Musikverein, Innsbrucker Hofmusik), interpretando opere di Mozart, Monteverdi, Vivaldi, Stravinsky e Mendelssohn. Premi: 2° premio “Città di Treviso” (2020), 3° premio “Elsa Respighi” (2022). Laureata con lode in Musicologia.
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Elena Di Marino absolvierte ihr Masterstudium Gesang mit Auszeichnung am Konservatorium „F.A. Bonporti“ in Trient bei Daniela Longhi sowie eine Spezialisierung für Renaissance- und Barockgesang bei Monica Piccinini in Rovigo. Sie konzertiert bei renommierten Festivals und Institutionen wie dem Musikverein Wien, der Innsbrucker Hofmusik und den Füßener Festtagen der Alten Musik. Zu ihrem Repertoire zählen Werke von Mozart, Monteverdi, Vivaldi, Haydn und Strawinsky. 2023 wirkte sie in Peter Pan – The Dark Side von Wolfgang Mitterer mit. Sie gewann Preise bei internationalen Gesangswettbewerben in Treviso (2020) und Verona (2022) und schloss ihr Studium der Musikwissenschaft mit Auszeichnung ab. |
| MARIAN POLIN
Marian Polin è direttore d’ensemble, organista e specialista in tastiere storiche, attivo nel campo della musica antica e sacra. È fondatore e direttore artistico di “Innsbrucker Hofmusik” e cura i festivals “OrgelKunst Vinschgau-Meran” e “Musica Sacra” Bolzano e Trento. Ha studiato a Vienna, Linz, Milano, Friburgo e Basilea, ricevendo il premio della Fondation Norbert Moret per il suo lavoro conclusivo alla Haute École de Musique Lausanne. Vincitore di concorsi internazionali d’organo, svolge attività concertistica internazionale anche con il suo ensemble “La florida Capella”. Dal 2016 dirige il coro da camera “VocalArt Brixen”.
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Marian Polin, Ensembleleiter, Organist und Spezialist für historische Tasteninstrumente, zählt zu den vielversprechenden Vertretern der jungen Generation im Bereich Alte Musik und Sakralmusik. Er ist Gründer und künstlerischer Leiter der Konzertreihe „Innsbrucker Hofmusik“ sowie der Festivals „OrgelKunst Vinschgau-Meran“ und „Musica Sacra“ Bozen–Trient. Seine Studien führten ihn nach Wien, Linz, Mailand, Freiburg und Basel; für seine Abschlussarbeit an der Haute École de Musique Lausanne erhielt er den Preis der Fondation Norbert Moret. Als Preisträger internationaler Wettbewerbe konzertiert er weltweit und leitet seit 2016 den Kammerchor „VocalArt Brixen“.
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