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Echi di Partenope

ATTENZIONE:
→ Prenotazione Centro Santa Chiara
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Sabato, 23 ottobre 2021, Trento, Chiesa S. Francesco Saverio

Concerto vocale strumentale
LA STAGIONE ARMONICA
soprani
FEDERICA CAZZARO
STEFANIA CERUTTI
SILVIA POLLET *
SHEILA RECH

contralti
LAURA BRUGNERA *
ILARIA COSMA
VIVIANA GIORGI

tenori
MICHELE DA ROS
ALESSANDRO GARGIULO *
MAURIZIO MINELLI

bassi
ALESSANDRO BERTON
FILIPPO BORDIN *
ALESSANDRO MAGAGNIN
ALESSANDRO PITTERI

* soli

Lucia Dalla Libera, violino
Silvia de Rosso, viola da gamba
Luca Stevenato, violone
Dario Pisasale, arciliuto
Alberto Maron, organo

Sergio Balestracci, flauto e direzione

Programma:

ALESSANDRO SCARLATTI (1660-1725)

Sonata IX in la minore (allegro, largo, fuga, largo e piano, allegro)
Miserere (salmo L)

DOMENICO SCARLATTI (1685-1757)

Magnificat a 4 voci

FRANCESCO MANCINI (1672-1737)

Sonata XIX in mi minore (allegrissimo, larghetto, fuga, moderato, allegro)

FRANCESCO DURANTE (1684-1755)

Te Deum in do maggiore a 4 con strumenti

 

Indubbiamente Alessandro Scarlatti fu il caposcuola dell’importante fioritura musicale a Napoli tra la fine del ‘600 e buona parte del ‘700. Non c’è repertorio nel quale il grande palermitano non si sia prodotto con opere di grande rilievo, dal melodramma alle cantate profane, dalla musica sacra alla musica strumentale per vari strumenti, ponendo le basi di un linguaggio nello stesso tempo ricco di dottrina e attento al cantabile. A lui si ricollegano in vario modo diversi autori napoletani del ‘700 (tra i più famosi Pergolesi, Leo, Paisiello) eseguiti e ammirati non solo in Italia; si potrebbe dire che mettendo mano a qualunque composizione di quest’ambiente musicale si resta ogni volta sorpresi per la bellezza non convenzionale del cantabile che ha contraddistinto quella stagione musicale. Perciò non è casuale che un programma di musica napoletana inizi con una composizione di Scarlatti padre, e precisamente con uno dei sette concerti per flauto presenti nella famosa collezione del 1725 del Conservatorio San Pietro a Majella e venga qui ripresa con una intensa composizione vocale. Anche il concerto di Francesco Mancini è tratto da quella collezione che comprende dodici composizioni di quest’autore e testimonia, confermandola, quell’aura napoletana così presente anche nella musica strumentale. Nel suo viaggio in Italia anche Johann Joachim Quantz era stato colpito dalla fioritura a Napoli delle composizioni con flauto, sonate e concerti, la quale sembra fosse dovuta alla richiesta del residente console inglese, appassionato dilettante di quello strumento, e continuò poi, quasi fino alla metà del secolo come elemento consueto nei programmi dei concerti nelle case signorili del centro partenopeo. Il figlio di Alessandro, Domenico, si dedicò soprattutto alle composizioni per clavicembalo, oltre ad alcune opere teatrali e alle cantate da camera; ma soprattutto nella sua giovinezza non trascurò anche il repertorio sacro, e Il Magnificat a 4 voci, per molto tempo considerato perduto, deve probabilmente essere datato tra la prima e la seconda decade del ‘700, forse in anni vicini al famoso Stabat Mater a 10 voci, composto a Roma nel 1715, probabilmente per la Cappella Giulia di cui era direttore.  Francesco Durante si inserisce pienamente in questa tradizione, componendo in tutti i generi musicali e amplificando il linguaggio della scuola napoletana con un numero ragguardevole di allievi illustri (Traetta, Piccinni, Paisiello, Sacchini, Ciampi, Jommelli). Del Te Deum a quattro voci e strumenti sono giunte fino a noi poche copie manoscritte, con leggere varianti (all’Archivio del Duomo di Siena, alla British Library, alla Biblioteca Nazionale di Parigi e alla Biblioteca del Conservatorio di Milano). A nostra conoscenza questo Te Deum non è stato ripreso in tempi recenti e costituisce quindi una prima esecuzione moderna. E’ caratterizzato dall’alternanza di interventi corali con brevi sortite solistiche, senza vere e proprie arie; ritorna anche qui quel gusto della linea melodica condotta con sapienza cantabile, tipica dell’ambiente napoletano, che continuerà ad essere uno dei punti di forza di quella scuola fino alla fine del secolo. (Sergio Balestracci),

La Stagione Armonica (LSA) viene fondata nel 1991 dai madrigalisti del Centro di Musica Antica di Padova e nella sua pluriennale attività si specializza nel repertorio rinascimentale e barocco con inclusione di programmi relativi al periodo classico, il ‘900 storico e il contemporaneo.  Dal 1996 l’Ensemble è preparato e diretto da Sergio Balestracci.
LSA si avvale della collaborazione di strumentisti e solisti tra i più qualificati ed ha collaborato con orchestre e gruppi strumentali quali Hespèrion XX, Accademia Bizantina, Accademia degli Astrusi, Akademie für Alte Musik Berlin, Orchestra di Padova e del Veneto, I Solisti Veneti, Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.
L’Ensemble è stato diretto da illustri direttori quali Anthony Rooley, Nigel Rogers, Jordi Savall, Peter Maag, Gianandrea Gavazzeni, Gustav Leonhardt, Ottavio Dantone, Stefano Demicheli, Marco Mencoboni, Reinhard Goebel, René Jacobs, Jonathan Webb, Howard Shelley, Claudio Scimone, Federico Ferri, Zsolt Hamar e, nel 2009, ha avuto inizio una collaborazione – più volte riconfermata – con il maestro Riccardo Muti.
Si è esibita per le principali associazioni concertistiche italiane, partecipando ai più importanti festival e rassegne in Italia e all’estero: Ravenna Festival, Settembre Musica a Torino (MiTo), Festival Claudio Monteverdi a Cremona, TrentoMusicAntica, Cantar Lontano, Festival Barocco di Viterbo, Sagra Musicale Umbra, Festival Pergolesi Spontini Jesi (An), Serate Musicali di Milano, Amici della Musica di Padova, Festival Abbaye d’Ambronnay, York Early Music Festival, Festival delle Fiandre, Festival di Torroella de Montgrí, Festival Misteria Paschalia a Cracovia, Concerti al Castello di Varsavia, Festival Europäische Kirchenmusik, Salzburger Festspiele.
Tra le produzioni più significative segnaliamo la Messa in si minore, l’Oratorio di Natale, la Johannes-Passion di J.S. Bach, il Dettingen Te Deum e  il Messia di G.F. Händel diretti da Reinhard Goebel; Die Entführung aus dem Serail di W.A. Mozart diretti da René Jacobs; la Missa Solemnis, Christo sul Monte degli Ulivi e Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven diretti da Zsolt Hamar; l’oratorio Il Re del Dolore di A. Caldara diretti da Ottavio Dantone; Via Crucis di F. Liszt e Petite Messe Solennelle di G. Rossini diretti da Michele Campanella; il dramma musicale Curlew River di B. Britten diretto da  Jonathan Webb e, per i 500 anni della riforma Luterana, la Cantata BWV 21 “Ich hatte viel Bekümmernis” di J.S. Bach diretti da Sergio Balestracci.
Tra il 2009 e il 2015 ha collaborato più volte in Italia e all’estero con Riccardo Muti e, diretta dal Maestro, partecipa al Festival di Pentecoste di Salisburgo dove esegue la Missa Defunctorum di Paisiello e il Requiem in do minore di Cherubini.
Ha registrato per la RAI, per la radio e la televisione tedesca, svizzera, francese, belga ed ha inciso per Astrée, Tactus, Denon, Argo-Decca, Rivo Alto, Arabesque, Symphonia, Bongiovanni, CPO, Archiv, Deutsche Grammophon, Brilliant, Fuga Libera e per la rivista Amadeus. Collabora alla registrazione per Sony Deutsche Harmonia Mundi de Semiramide La Signora regale prodotto ed interpretato dal mezzo-soprano Anna Bonitatibus che nel 2015 vince il The International Opera Awards come Best CD Operatic Recital.
La SA prosegue la collaborazione con la Sony Deutsche Harmonia Mundi con la pubblicazione nel 2020 del II CD dei Responsori di Alessandro Scarlatti dopo quello del Sabato Santo dello stesso Autore pubblicati nel 2018.
Ultimamente la SA è tornata a Varsavia con l’esecuzione di alcuni Responsori di Scarlatti. Il suo gruppo di studi si continua a formulare ed eseguire nuovi programmi relativi ad alcune tradizioni locali (concerto di autori friulani a Grado). Sul versante della musica contemporanea ha partecipato ad un concerto commemorativo di Luigi Nono per il Bologna Festival.
Nel 2021 a Ravenna Festival esegue un programma interamente dedicato a Josquin Desprez in occasione dei 500 anni dalla morte dell’Autore.

Sergio Balestracci, dopo aver iniziato gli studi musicali al Conservatorio di Piacenza, ha studiato flauto diritto con Edgar Hunt, diplomandosi successivamente al Trinity College of Music di Londra. Laureatosi inoltre in storia moderna all’Università di Torino, ha iniziato molto presto l’attività concertistica come strumentista e vocalista nel campo della musica rinascimentale e barocca, contribuendo tra i primi in Italia alla riscoperta di questo repertorio.
Fondatore a Torino dell’Accademia Fontegara, dell’Accademia del Flauto dolce e dell’Accademia del Santo Spirito, ha curato la revisione di un gran numero di composizioni sei-settecentesche allestite in prima esecuzione moderna, tra le quali: David di A. Scarlatti, San Giovanni Battista di Stradella, Te Deum di A.S. Fiorè, Requiem di G.B. Bassani, partecipando a numerose edizioni di Settembre Musica (oggi MiTo). Alla Biennale di Venezia 1995 ha diretto la Fontegara nell’ambito delle celebrazioni per il quarto centenario della morte di Andrea Gabrieli. Nel 1991 ha curato la rappresentazione teatrale della Pazzia Senile di A. Banchieri per il Festival of Fine Arts alla Merkin Concert Hall di New York, dirigendo inoltre una versione scenica rappresentativa dei madrigali di Monteverdi presso la Reggia di Caserta e per l’Oude Muziek Festival di Utrecht. Per Settembre Musica ha eseguito in prima esecuzione moderna la Passione di Gesù Cristo di Caldara su testo di Metastasio, da lui stesso trascritta sulla base del manoscritto originale viennese.
Nel 1994 è stato tra i fondatori dell’orchestra barocca Academia Montis Regalis, con la quale ha diretto il Magnificat e l’Oratorio di Pasqua di J. S. Bach. Da tempo è attivo come musicologo e in questa veste con La Stagione Armonica ha eseguito trascrizioni e registrazioni di partiture inedite di autori come A. Scarlatti, Biber, Paër, J.G. Naumann, F. Bianciardi, A. Signoretti, A. Caldara, S. A. Fiorè, L. Leoni, J. A. Hasse, G. Radino, O. Tarditi e G.B. Fergusio. È stato docente presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, l’Accademia Filarmonica Trentina, il Conservatorio G. Verdi di Milano (Storia della Prassi esecutiva) e i Conservatorio di Padova, impegnandosi nel repertorio delle opere musicali di compositori barocchi italiani nonché nello studio della trattatistica rinascimentale e barocca. Nel 2018 ha composto e diretto ad Aquileia l’oratorio “Lacrime per Vergarolla”, trasmesso dalla RAI, ispirato alla strage avvenuta su quella spiaggia di Pola nel 1946. Nel 2020 ha ideato e realizzato uno spettacolo musicale sulla figura di Federico II di Svevia.